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Cooperativa pescatori di Pila

Descrizione ed obiettivi

La cooperativa è stata costituita il 19 settembre del 1947 da otto pescatori residenti a Pila dopo la rottura della
cooperativa esistente a Scardovari che riuniva tutti i pescatori di Scardovari, Pila e Donada. Nei primi anni la pesca si svolgeva essenzialmente con barche di piccole dimensioni e il prodotto ittico era in prevalenza di acqua dolce proveniente dal Fiume Po e dalle lagune limitrofe (storioni, anguille, sogliole, passere, cefali) la vendita era effettuata in un casonetto di canna.

Per la piccola frazione di Pila del Comune di Porto Tolle (RO) la cooperativa ha rappresentato e rappresenta tuttora la guida economica. È dotata di un consiglio di amministrazione da sette consiglieri tra i quali viene nominato Presidente ed il vice e da un collegio sindacale formato da un presidente e due sindaci esterni alla cooperativa, regolarmente iscritti all’albo dei commercialisti. La cooperativa di Pila è stata riconosciuta O.P. (Organizzazione di Produttori) con decreto ministeriale il 10 marzo 2005. È stata una delle prima cooperative del settore pesca ad ottenere la certificazione ISO 9001 per la commercializzazione all’ingrosso dei prodotti ittici freschi (25 luglio 2002).

Attività

La cooperativa di Pila ha ottenuto nel 2018 la certificazione biologica per la produzione di mitili sugli impianti Long-line che coprono oltre 3.800.000 mq di concessione demaniale marittima. La cooperativa è proprietaria del locale mercato ittico e nella propria sede oltre agli uffici amministrativi dispone di una ampia sala multimediale che si presta ad assemblee dei soci, ospita convegni, corsi formativi e corsi e di didattica scolastica. Spicca poi
l’unicità della torretta panoramica (oggi area direzionale e delle sedute del consiglio di amministrazione) un tempo usata come zona d’osservazione verso la laguna, il faro, l’adiacente porto peschereccio ed il paese.
L’attuale mercato ittico, costruito nelle immediate vicinanze del porto, viene inaugurato nel 1995, dispone di una superficie di circa 5.548 mq., 670 dei quali coperti da un ampio padiglione adibito a sala d’asta con all’interno celle frigorifere parte adibite per il deposito del pesce e parte per la conservazione dei sacchi di ghiaccio, l’ufficio del veterinario, servizi igienici e spogliatoi. All’esterno sono presenti due grandi piazzali scoperti dove possono parcheggiare i clienti e fornitori del mercato. A fianco del mercato la palazzina che
ospita gli uffici amministrativi e direzionali di Presidenza, un’ampia sala riunioni, un bar ristoro ed un negozio di attrezzatura per la pesca e l’allevamento.

Da sempre la Cooperativa si adopera per mantenere alti ed in equilibrio tre principi fondamentali: Sostenibilità Economica, Sostenibilità Sociale e Sostenibilità Ambientale. Pone forti attenzioni alla qualità del pescato ed allevato, al territorio, all’evoluzione nella tradizione, alla propria identità (dal mare al piatto!). Come vere e proprie sentinelle del mare, la cooperativa ed i propri soci pongono un rigoroso rispetto verso l’ambiente e verso tutte quelle norme finalizzate alla garanzia ed alla tutela del consumatore finale.
Il 14 novembre del 2008 a Belluno, la Cooperativa per la seconda volta, ottiene il massimo riconoscimento dall’Istituto
Union Camere del veneto e dal centro Estero delle Camere di Commercio Regionali nella XX edizione del premio “MARCO POLO” rilasciato alle imprese venete che si sono particolarmente distinte nello sviluppo ed interscambio della nostra regione, pronte a sostenere il Made in Italy. Imprese che, con il loro impegno quotidiano, hanno contribuito a rendere l’export veneto il fulcro dell’economia regionale con 49,5 miliardi di euro di esportazioni nel 2007 e un’incidenza del 13,3% sul totale dell’export nazionale. Dimostrando che l’impresa cooperativa ieri e ancor più oggi è un’impresa moderna caratterizzata da criteri di efficienza, managerialità, competitività e reddittività.

La cooperativa ha contribuito a realizzare nel 2022 il “Manifesto della Pesca Veneta” in un modello di collaborazione Università ed Impresa con l’Università Cà Foscari di Venezia nel primo percorso, finanziato in Italia, di alta formazione in “management del mare” finanziato dal Fondo Europeo

Le specie più rilevanti

Alici

Canocchie

Sogliole

Seppie

Cozze

SARDE IN SAOR

La ricetta tipica

Preparazione
Lavate accuratamente le sardine, pulitele togliendo testa e interiora.
Infarinatele e friggetele in abbondante olio bollente.
Una volta rosolate da ambo le parti, riponetele su carta assorbente e salatele.

Soffriggete la cipolla, tagliata finemente, fino a farla imbiondire nell’olio utilizzato per le sarde (non tutto
ovviamente). Versatevi sopra l’aceto e lasciatela cucinare per qualche minuto assieme alle foglie d’alloro, che starete attenti ad eliminare.
Ora sistemate in un contenitore un primo strato di sarde, alternandolo alla cipolla unita all’uva sultanina precedentemente ammollata, che fra l’altro aiuta la digestione, e i pinoli.

Alla fine versatevi sopra la salsa risultante dalla preparazione della cipolla. Mettete a riposare in frigo gustando il piatto l’indomani, ma meglio ancora sarebbe dopo due giorni.
Vi consiglio di accompagnarlo ad un’ottima fettina di polenta abbrustolita!

Ingredienti

  • sarde fresche
  • 2 grosse cipolle
  • foglie di alloro fresco
  • 2 bicchieri di aceto di vino bianco
  • farina bianca tipo 00
  • olio per friggere
  • uvetta, pinoli, sale.

La pesca veneta incarna la secolare tradizione familiare “del mestiere” che incontra le opportunità tecnologiche del presente, ad oggi necessarie per una crescita sostenibile e a lungo termine del settore ittico. Tale spinta innovativa serve a custodire il mare, rispettare il pescato, tutelare il consumatore, riconoscere l’adeguato valore al lavoro della comunità della pesca e dei suoi operatori.

luigino PelàDirettore OP pescatori di Pila